Franco Nardelli

L’azienda Nacque negli anni “50” con Franco Nardelli, e dopo circa 30 anni di attività, Maria Luisa Nardelli, figlia del titolare Franco, prese in mano la gestione aziendale come titolare.

Con lei giunse l’attuale nome della tenuta, il Simposio, scaturito dalla grande passione personale per l’antico filosofo greco, Platone, studiato ed approfondito
durante gli studi universitari, il cui dialogo “Il Simposio” si addice alla comunicazione fra persone, alla convivialità, ai quali i prodotti agricoli sono destinati.

Nel 2016 sono stati estirpati 3 ha di vigneto a filare di Petit Verdot e 2 ha di Sauvignon, per porre a dimora 800 piante di Frantoio e 350 di Coratina.

Attualmente l’azienda e’ totalmente vocata alla coltura dell’olivo, con 4000 piante a dimora su 14 ha, con un sesto d’impianto 6×6.

Il Vaso Policonico

L’olivo e’una pianta a forma di cupola, produttiva nella zona esterna, produce sempre , anche se non fosse mai  potata, ma ingestibile sia per la difesa fitosanitaria che per la raccolta.
Si pota per agevolare la raccolta, non per aumentare la produzione.

Nel 1883 Caruso propose come tipo di allevamento il vaso dicotomico, cioè a vaso per avere aria e luce, e lasciando una vegetazione altissima per permettere alle scale, ai tempi utilizzate per  la raccolta di essere appoggiate alle fronde  e poter raccogliere le olive.

Quando la chioma diventava troppo alta si interveniva con operazioni di stroncatura, con dei grossi tagli. La legna veniva usata per i camini, a discapito della salute della pianta.

Roventini e Tonini nel 1920/30 abolirono la dicotomia, ideando il vaso policonico , il quale per le sue peculiarità rispetta le esigenze del produttore e della pianta.

Nel 1956 ci fu una terribile gelata che influì moltissimo sulla vita degli olivi che dovettero essere riformati.

A quel punto le ricerche di Tonini e Roventini si arrestarono e ci furono diversi tipi di allevamento, che crearono più problemi che altro.

Allo stato attuale il Prof. Giorgio Pannelli, che ho avuto il piacere di conoscere presso la mia azienda,  ha indirizzato l’ allevamento delle mie piante a vaso  polioconico, riprendendo le teorie di Roventini e Tonini da diversi anni dimostrando e divulgando fra gli olivicoltori più attenti, il vaso policonico semplificato.

L’olivo é una pianta che ha bisogno di luce ed aria , e la ricerca spingendo le sue cime verso l’alto, e questa esigenza viene rispettata nell’allevamento a vaso policonico per le sue peculiarità.

Inoltre nella potatura si deve sempre tener presente il rapporto fra chioma e radici, poiché l’apparato radicale é direttamente proporzionale alla chioma della pianta.

Il vaso policonico é cosi’ strutturato:

  • il fusto si divide in 3 o 4 branche primarie. ogni branca ha un’inclinazione di 45 gradi nel tratto iniziale poi prosegue verticalmente.
  • le branche secondare si  sviluppano principalmente nella parte esterna, mente sul lato interno sono più corte e rade.
  • con questa struttura ogni branca primaria forma una chioma piramidale ben distinta da quelle adiacenti e ben illuminata anche nella parte basale.
  • Nel complesso la chioma del vaso si presenta molto aperta all’interno e’ suddivisa in unita’ ben distanziate di forma irregolarmente conica, poli-conico, con vegetazione fruttifera che si sviluppa principalmente sul lato esterno di ogni branca, principalmente nella parte inferiore della pianta.
  • le punte in alto assecondano la volontà della pianta di spingersi verso l’alto alla ricerca di aria e luce, in modo da non esserci competizione con il potatore, e i frutti saranno principalmente nelle fronde in basso, per agevolare la raccolta.

Da anni le mie piante sono allevate a vaso policonico, e le mie piccoline di tre anni vengono indirizzate negli anni a diventarlo

Maria Luisa Nardelli